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Vellano Arte On Tour 2013

manifesto-giornata-2-copiaSono passati ormai alcuni mesi dall’undicesima edizione del VellaNo Arte On Tour (2-9 giugno 2013), ma dato che allora LA MELA non esisteva è giusto darne conto, tanto più che l’arte è senza tempo e non rispetta gli orari. Dunque, quella settimana di giugno è stata un happening di 70 artisti da tutto il mondo che hanno portato a Pistoia la loro creatività con perfomance, musica, teatro, installazioni, murales, reading. Ospitati in spazi pubblici (Slebest, circolo Hochiminh, Sconcerto, Hemmaus) e una decina di case private, è stata la dimostrazione di come si possa organizzare un evento imponente a costo (quasi) zero, finanziandosi con buffet, magliette e pesche di beneficenza. È stata anche la dimostrazione di come uno spazio come lo SLEBEST (attualmente a forte rischio chiusura per l’inagibilità della palazzina) possa produrre cultura di alto livello e fare da ammortizzatore sociale (vero) includendo emarginati e integrati, disgraziati e benestanti, giovani e anziani, italiani e stranieri. Il Vellano Arte On Tour è stato un vero e proprio simposio con residenze artistiche che ha messo in comunicazione artisti e cittadini, allargandosi anche a spazi di prestigio della città (il palazzo comunale, il chiosco di San Lorenzo, le gallerie sotterranee del Ceppo). Non era una gara, non c’erano premi per i più bravi, gli artisti non competevano a sangue tra loro (come negli osceni talent-show televisivi), ma collaboravano, si scambiavano esperienze, godevano gli uni degli altri insieme al pubblico. Da sottolineare che artisti e pubblico erano di ogni età, quindi si è creato anche uno scambio generazionale.

Non sono tante le realtà in grado di organizzare una cosa del genere. Ad Amburgo, ricorda Martin Bauer (uno degli organizzatori), uno spazio simile è stato creato dalle istituzioni pubbliche; in una capitale come Madrid, come testimoniato da alcuni artisti spagnoli intervenuti, semplicemente non c’è niente di simile! A Pistoia, invece, è nato spontaneamente ma rischia di sparire per sempre perchè politicamente (o meglio, partiticamente) questo spazio non è allineato con nessuno. Anche visivamente, la palazzina fatiscente dello SLEBEST fa emergere il contrasto tra due idee di città (la nascente “nuova Firenze” e la morente “vecchia Pistoia”) che forse è meglio non rimarcare troppo. Nel merito, lo spazio non è ristrutturabile e continuare a frequentarlo è un rischio per l’incolumità di tutti. L’unica alternativa è un nuovo spazio non utilizzato in città, che potrebbe essere rivalorizzato per farlo diventare un motore di cultura e integrazione (le ville Sbertoli? l’ex Inpdap? l’ex chiesa di San Lorenzo? l’ex ospedale?). In caso contrario ci rimarrà l’amarcord di “com’erano forti quei ragazzi che facevano tante cose in quella palazzina diroccata, ah signora mia… non ci sono più gli spazi liberati di un volta”.

 

 

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