Queimada – al Cral

Nel centenario della Rivoluzione d’Ottobre, la Sezione Cinema del Cral Breda/Hitachi, in via Ciliegiole 77, presenta il ciclo di film “La rivoluzione russa… il cinema non dorme”.

Gli spettacoli avranno inizio alle 21,30 con ingresso a soli 3 euro. Tutte le proiezioni sono rigorosamente in pellicola 16 o 35 millimetri. Prevista anche la possibilità di cena presso il Circolo. Per informazioni e prenotazioni si può telefonare al numero 0573 370459.

Giovedì 2 novembre è la volta del film “Queimada” (1969) di G. Pontecorvo.

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Film drammatico in chiave politica, vuole essere una critica di ogni forma di colonialismo e si avvale di cast su cui si distingue la recitazione di Marlon Brando. Girato quasi interamente a Cartagena, in Colombia, il regista usò per protagonisti molti nativi locali (la maggior parte dei quali non sapeva neppure cosa fosse il cinema), analfabeti, in una condizione molto simile a quella degli abitanti delle colonie sfruttati dai bianchi e diffidenti verso gli stranieri.
La trama:
Queimada è un’isola immaginaria nell’arcipelago delle Antille, da diversi secoli sottoposta alla dominazione politica ed economica del Portogallo. La corona britannica, interessata ad ampliare i propri commerci nella zona, appoggia la causa d’indipendenza della ricca borghesia dell’isola e invia William Walker, un agente inglese sotto copertura diplomatica incaricato di fomentare la rivoluzione borghese a Queimada. Questi, uomo pragmatico e intelligente, riesce a coinvolgere nella rivoluzione anche gli schiavi negri dell’isola, servendosi della leadership d’un uomo molto carismatico tra i diseredati di Queimada, José Dolores, che Walker stesso s’è incaricato d’indottrinare ideologicamente. La rivoluzione borghese riesce e s’instaura il debole e incapace governo borghese di Teddy Sanchez. Quando il giovane rivoluzionario José Dolores infiammerà ancora una volta la sua gente per chiedere l’indipendenza economica dall’Inghilterra e l’uguaglianza di tutti gli uomini, sarà ancora Walker, ormai disilluso, incaricato di fermare questa nuova rivolta, che sarà domata con l’intervento diretto dei cannoni e delle truppe inglesi che, bruciando le piantagioni di canna da zucchero, fanno uscire allo scoperto i rivoltosi. Ancora una volta l’isola viene bruciata, come dice il nome in portoghese: queimada. Walker, che rappresenta la metafora del capitalismo imperialista, non di per sé cattivo, ma costretto ad agire secondo le fatali e impersonali leggi del profitto, alla fine tenta di fare fuggire José Dolores, ma questi rifiuta e accetta il destino dell’impiccagione, per essere d’esempio ai futuri rivoluzionari: proprio uno di questi pugnala a morte Walker, mentre sta per imbarcarsi e rientrare in patria.

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