“Viva Verdi” al MOCA di Montecatini

DSCN2329b[dropcap]D[/dropcap]urante questo 2013 sono state tante le iniziative per celebrare il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi. Anche Montecatini ha deciso di farlo, dato che Verdi la scelse per diciotto anni di seguito come sede delle sue vacanze contribuendo a diffondere la fama delle sue terme. Durante questi soggiorni, il cigno di Busseto si rinfrancava così tanto che riuscì anche a ritrovare la vena musicale che appariva inaridita dopo i fasti dell’Aida, componendo il terzo atto dell’Otello e l’orchestrazione del Falstaff. La mostra, inaugurata sabato scorso al MOCA, dove rimarrà fino al 2 aprile 2014 (ingresso libero), vuole quindi rendere omaggio ad uno degli ospiti più illustri della cittadina termale con l’esposizione di numerose opere di artisti contemporanei di spicco ispirate alla persona o all’opera di verdi. Molte di queste sono state appositamente realizzate per questa occasione e rimarranno come patrimonio del museo. Arte che ispira l’arte, in un fruttuoso cortocircuito estetico. Oltre a quadri, sculture, fotografie e installazioni varie, la mostra presenta una interessantissima carrellata degli strumenti che il Verdi stesso, così come facevano Puccini e Mascagni, ordinava alle officine pistoiesi della famiglia Tronci (oggi UFIP) per poi inserirli nei suoi spartiti. Strumenti anche non ordinari, di difficile reperibilità e trasportabilità (tanto che oggi, nonostante la loro indicazione nelle partiture, vengono sostituiti con altri strumenti più pratici), come incudini in acciaio armonico, spezzoni di binari del treno, campane in bronzo e gong. Il maestro percussionista Gennaro Scarpato ha dato una dimostrazione della resa sonora di questi strumenti con un’affascinante esecuzione che si può vedere, e soprattutto ascoltare, nel video sottostante. Per finire, la mostra “Viva Verdi” presenta una serie di cimeli e memorabilia appartenuti al famoso compositore (come la tuba, la sciarpa, il bastone, le foto d’epoca) e gigantografie di documenti che testimoniano l’affetto della città termale per il maestro. Ne è un esempio l’atto con cui, nel 1901, gli veniva intitolato il viale principale. L’esposizione, inaugurata alla presenza del sindaco Bellandi, dell’assessore alla cultura Ialuna, di Luigi Tronci e della curatrice Giovanna Carli, ha visto la partecipazione di numerosi artisti coinvolti con degustazione finale di un risotto secondo la ricetta amata dal Verdi: zafferano, cipolla e parmigiano a manate.

Tutti gli artisti presenti: Michel Anthony, Massimo Biagi, Cesare Buffagni, Claudia Cei, Girolamo Ciulla, Nilda Maria Comas, Fabio De Poli, Renzo Galardini, Giuliano Giuggioli, Andrea Granchi, Giuliano Grittini, Marco Lodola, Daniele Lombardi, , Monica Michelotti, Vazha Mikaberidze (Prasto), Rocco Normanno, Alberto Pagliaro, Vieri Parenti, Giampiero Poggiali Berlinghieri, Aleandro Roncarà, Daniele Giacomo Schinasi, Giorgio Ulivi, Antonio Vinciguerra, Cordelia Von den Steinen.


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