Teatro in casa Cupiello

natalecasacupiello-foto-di-brunella-giolivoDimenticatevi le scene da commedia amara degli sceneggiati televisivi o delle trasposizione canoniche. Il Natale in casa Cupiello di Antonio Latella è un’esperienza del tutto diversa e meta-teatrale. Sì, perché l’omaggio che il regista fa a Eduardo De Filippo è proprio quello del teatro che entra in scena, che parla la lingua del testo drammaturgico, le sue indicazioni, i suoi appunti. I corpi stessi degli attori sono scossi, per tutta la durata dello spettacolo, dagli accenti acuti, gravi e circonflessi che vengono continuamente sottolineati, come a dire: “voi siete creature della lingua e alla lingua (napoletana, in questo caso) dovete inchinarvi”. Lo spettacolo non è di facile fruizione, forse un po’ troppo “off” per il pubblico domenicale di Pistoia, che l’ha accolto in modo un po’ freddo; ma i tre atti costituiscono tre momenti di alta recitazione, con prove superbe da parte di tutti i dodici attori presenti sul palco che si muovono, parlano in coro, cantano e recitano passando dal dialetto al neutro del narratore con una precisione nei ritmi e un’espressività davvero notevole. Alla staticità oppressiva del primo atto, seguono le corse forsennate, i salti e il recitato concitato del secondo, mentre l’atto conclusivo è un requiem in forma di operetta (grandi anche le prestazioni vocali degli attori) con finale tragico. Lo spazio scenico è stato portato a nudo, raschiando fino all’osso la struttura del teatro che mostra senza pudore le mura di fondo, le corde, i contrappesi, i contenitori dei costumi e degli attrezzi, i neon, le strutture portanti e il portellone sul fondo. La scenografia è tutta in una gigantesca stella cometa che domina il primo atto, un carro trainato dagli attori e grandi animali di pezza nel secondo e una mangiatoia-bara nel terzo. Eduardo eccessivamente “strapazzato” quindi? No, anzi, il dramma è riverito fin dalle prime battute, ne viene rispecchiato lo spirito e la lettera, e anche la voce del maestro che compare ripetutamente, facendo sobbalzare gli attori, viene percepita come quella di un Dio che li sorprende nel mezzo di una marachella. I molti premi vinti, certificano il grande lavoro svolto da tutta la compagnia. Ricordiamo gli attori: Francesco Manetti, Monica Piseddu, Lino Musella, Valentina Acca, Francesco Villano, Michelangelo Dalisi, Leandro Amato, Giuseppe Lanino, Maurizio Rippa, Annibale Pavone, Emilio Vacca, Alessandra Borgia.


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