Storie di santi, cappotti e cavalli

Con la cerimonia della “vestizione di San Jacopo” (galleria fotografica in fondo al post) sono ufficialmente iniziate le celebrazioni jacopee che si concluderanno con la festa del 25 luglio. Davanti ad un pubblico numeroso, è sfilata una rappresentanza del corteo storico in costume che si dispiegherà per intero nei prossimi giorni per le vie cittadine. Il mantello rosso, recentemente riconfezionato per sostituire il precedente consunto dagli agenti atmosferici, è passato di mano dagli “operai di San Jacopo” ai vigili del fuoco che, issando la loro scala, lo hanno posto sulle spalle della statua del santo. La sirena ha infine comunicato l’avvenuta vestizione. I pistoiesi conoscono bene perché viene vestito un santo in pieno luglio, quindi non mi dilungo a ripetere la storiella del “pagherò a tanto caldo”. Per i forestieri che volessero conoscere questa curiosa tradizione rimando a questo link. Successivamente, il nuovo “cencio”, il drappello del palio della Giostra dell’Orso, è stato esposto in cattedrale, dove rimarrà fino alla giornata del 25. Come tradizione, anche quest’anno saranno diversi gli appuntamenti che i pistoiesi potranno godersi in questo scorcio di luglio prima delle celebrazioni ufficiali del santo patrono.

La sera del 22 e 23 luglio ci saranno le prove della giostra in piazza del duomo, ad ingresso gratuito; la sera del 24 sarà la volta della “cena di San Jacopo” nell’anfiteatro di Villa Stonorov, sede della Fondazione Vivarelli (per prenotarsi chiamare 0573 477423) e alle 23:00 non mancheranno i tradizionali fuochi di artificio; il 25 luglio comincerà con la grande sfilata storica per le vie del centro cittadino, la mattina alle 10 e la sera alle 19:30; alle 11:00 solenne celebrazione liturgica in onore del santo in cattedrale; alle 21:30 si corre la Giostra dell’Orso in cui i quattro rioni cittadini del Drago, Cervo Bianco, Grifone e Leon D’Oro si contenderanno il palio.

Detto questo, faccio mio l’appello promosso dalla LAV e da tanti cittadini per non utilizzare animali in pali o giostre varie, tra cui la “nostra” Giostra dell’Orso. Nonostante le precauzioni, infatti, la natura stessa della carriera che costringe a spingere i cavalli a grande velocità in un anello di pista molto stretto porta spesso ad incidenti che risultano mortali per gli animali. Dal 1975 ad oggi sono stati 7 i cavalli morti durante la corsa o le prove e 17 quelli feriti di cui non si conosce la fine (presumibilmente abbattuti). Ero presente alle prove del 2012 quando ad un cavallo si ruppe un tendine con uno schiocco forte e sinistro udito in tutta la piazza. Una sensazione bruttissima, con un animale costretto a morire (il cavallo ovviamente fu poi abbattuto) per il nostro divertimento. Chi conosce questi stupendi quadrupedi sa quanto siano intelligenti e sensibili, tanto che ad essi si affidano spesso ragazzi ed adulti con problemi di vario tipo. Dato il feeling che si può creare fra cavaliere e cavallo, l’ippoterapia ha infatti un vero effetto curativo non legato esclusivamente all’esercizio fisico. Le tradizioni sono importanti ed è giusto conservarle, ma si possono adeguare ai tempi, come hanno fatto per esempio a Lodi, il cui palio viene adesso corso su cavalli meccanici, con ottimi riconoscimenti. Certo, se sulla Sala persiste ancora una macelleria equina, la sensibilità dei pistoiesi su certi argomenti non è tanto elevata, ma è bene che si cominci almeno a parlarne. I costumi cambiano al cambiare della consapevolezza collettiva su certi temi. Niente è definitivo, figurarsi una corsa di cavalli.

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