Siamo tutti Cristi(cchi)

A distanza di un anno da Mio nonno è morto in guerra, Simone Cristicchi torna sul palco del teatro Francini di Casalguidi con il suo nuovo spettacolo: Il secondo figlio di Dio. Tratto dall’omonimo libro che il cant-attore romano ha scritto per Mondadori, lo spettacolo ripercorre con scrupolo e passione la vicenda terrena di un personaggio tanto carismatico e celebre nel suo tempo, quanto oggi dimenticato: David Lazzaretti. Il cosiddetto “Cristo dell’Amiata”, nel volgere di pochi anni, riuscì a costituire una comunità di 5.000 seguaci con un progetto sociale avanzatissimo e rivoluzionario. Nato barrocciaio in un paesino sperduto della Maremma (Arcidosso), Lazzaretti comincerà fin da giovanissimo ad avere visioni che, con la maturità, gli indicheranno la via della sua vita. Mistico, idealista, con uno strabordante senso della giustizia sociale, non potrà che andare a cozzare sul muro dell’autorità religiosa e politica, per essere infine bollato come pazzo, cospiratore, sedizioso e, ovviamente, eretico. In contatto con i grandi del suo tempo (da Pio IX a Don Bosco), citato negli scritti di grandissimi intellettuali (da Gramsci a Tolstoi), il suo ricordo pare oggi sfumato. D’altronde, la storia ci propone spesso figure di giganti caduti nell’oblio per essere andati “troppo oltre”, mettendo in dubbio verità ufficiali e sistemi sociali e politici. In Oriente sarebbe stato considerato un Bodhisattva e ricordato come maestro. In un paese che da secoli è costretto a vivere nel solco della dottrina cattolica, non poteva che finire trucidato in strada per aver osato dire che “Dio è l’umanità elevata all’ennesima potenza”, o che “io sono Cristo e tutti voi siete Cristi come me”. Verità scontate per tanti pensieri sapienziali (gnostici, ermetici, sufi, sciamanici, vedici), ma indicibili per noi.

Questa vicenda, così affascinante e complessa, viene portata in scena da Cristicchi con trasporto e grandi capacità attoriali. Sul palco c’è solo lui, ma sembrano dieci personaggi diversi: ognuno con la sua voce, i suoi tic, i suoi modi di porsi verso il mondo. La scenografia è minimale ma efficace, capace persino di regalare colpi di scena. A supporto dell’attore, alcune scene proiettate alle sue spalle e le sue musiche originali che, di tanto in tanto, spezzano il ritmo del racconto. Musiche composte in modo sapiente sulla base di melodie tradizionali (che Cristicchi conosce bene visto il suo lavoro con i cori di Santafiora), tanto da sembrare davvero pezzi del folklore maremmano. Quello di Cristicchi è un teatro del racconto: affabulante, caldo, sincero, avvolgente.

Per approfondire la figura di Lazzaretti, oltre al libro linkato sopra, si consiglia David Lazzaretti Uno della mia terra: il santo e il profeta del Monte Amiata di Paolo Lorenzoni, e le pagine web di Luoghi Misteriosi, WebAmiata, Dizionario Biografico Treccani ed Eresie.it. Reperibile anche la trascrizione del suo libro La mia lotta con Dio, ossia Il libro dei sette sigilli.

Per sostenere il blog, clicca sui banner pubblicitari o acquista un libro

Print Friendly, PDF & Email
Precedente Salute negata. La nuova sanità toscana: interesse pubblico o privato? Successivo Dilcheva e Ponzecchi al Damaris

Lascia un commento