OT – Ridateci il guado dei laghi Primavera

Come molti sapranno, le forti piogge dei mesi scorsi hanno provocato la frana del guado che permetteva di attraversare l’Ombrone, da via San Biagio in Cascheri ai laghi Primavera. Ad oggi, il guado è chiuso con blocchi di cemento per impedire il passaggio di mezzi e persone ed evitare così pericolose cadute nel greto. La domanda è: quanto rimarrà chiuso per motivi di sicurezza il suddetto guado? In altre parole: c’è l’intenzione da parte dell’Amministrazione Comunale, del Consorzio di Bonifica o di chi abbia competenza su quel tratto di demanio, di permettere nuovamente alla cittadinanza di fruire di uno degli angoli più belli di Pistoia? Da amante del luogo, mi pongo la domanda, anche perché sul lato opposto, al momento inaccessibile da via San Biagio, è presente un punto ristoro, dei bagni pubblici, nonché il tratto sulla riva destra dell’Ombrone, percorribile a piedi da Pontelungo a Gello. Tutte zone che adesso sono raggiungibili solo facendo una lunga deviazione da Ponte alle Tavole, su per via Gora e Barbatole. In realtà, già ora che le acque si sono ritirate, in molti si avventurano a piedi tra i sassi del greto per aggirare la frana e passare di là dal guado, in un percorso certo poco agevole e suscettibile di cadute e slogature, specie per i più piccoli e gli anziani. La questione potrebbe essere di non facile soluzione, perché il guado finora utilizzato da migliaia di persone all’anno (e fin dal 1820!), era sì tollerato ma costruito in modo diciamo “artigianale” su un tratto di fiume che, per la sua natura demaniale, non consentirebbe interventi urbanistici. Se lasciato così, però, il luogo verrebbe pesantemente mutilato e sottratto, in parte, al godimento della cittadinanza. E non parlo pro domo pescatorins, sport che non pratico, ma per ridare facile e libero accesso ad uno dei luoghi naturalisticamente più belli di Pistoia. Il mese scorso è stata presentata dall’opposizione un’interpellanza in Consiglio Comunale, a cui però ha indirettamente risposto il Consorzio di Bonifica. A quanto pare, non solo non c’è l’intenzione di ripristinare il guado, ma sembra lo si voglia demolire del tutto! Io credo che sarebbe un vero peccato. Spesso vengono tollerate opere pubbliche che sono un vero schiaffo al patrimonio paesaggistico, mentre in questo caso si tratterebbe di un piccolo attraversamento che non pregiudica il corso delle acque e non sarebbe certo invasivo. Suvvia, un po’ di elasticità, ridateci il pieno utilizzo di questa splendida oasi verde.

Addendum:
Sandro Matteini, dell’ufficio comunicazione del Consorzio di Bonifica, ci scrive quanto segue: “La questione non è di diretta competenza del Consorzio, il quale ha eseguito al momento la chiusura ed eseguirà la prossima demolizione del manufatto non autorizzato su esplicita richiesta della Regione Toscana, Ufficio del Genio Civile di PT”.

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