Pianeta Melos

1466068_555403374545427_864811471_n[dropcap]P[/dropcap]er chi aveva vent’anni negli anni ’90 dire Casermette era tutt’uno col dire Centro di Quartiere, uno spazio in cui trovavi sale prova a basso costo, sale per mostre, un bar, un grande salone con palco per concerti e manifestazioni. C’era persino un ampio parcheggio alberato! Oggi quel posto non esiste più, letteralmente. È stato demolito e al suo posto sorgono palazzine a schiera abbastanza anonime. Mi si stringe un po’ il cuore tutte le volte che ci passo. Sentimentalismi a parte, a raccogliere l’eredità del Centro di Quartiere, qualche anno dopo venne aperto poco lontano il Melos, lo spazio delle musiche, nei locali degli ex-macelli. Anche a Prato, per strana coincidenza, gli ex-macelli sono stati riconvertiti in spazio concerti, ma almeno a Pistoia si sono premuniti di eliminare i lugubri ganci a cui penzolavano carcasse sanguinolente. Personalmente, mi hanno trasmesso una sensazione bruttissima quando ci sono stato, percependo appiccicato ovunque il dolore e la sofferenze di quelle povere bestie scannate. Ma mi sto dilungando di nuovo… dicevo, il Melos venne ideato per riaprire nel quartiere un locale che ospitasse concerti e desse la possibilità soprattutto, ma non solo, ai più giovani di socializzare e suonare in sale prove attrezzate. Per vari motivi, il progetto però non decollò, la programmazione era saltuaria ed era difficile prenderlo come punto di riferimento sicuro per passare una serata in compagnia.

Recentemente, la gestione di quello spazio è cambiata, passando alla società di consulenza CSCS che ha provveduto al cambio del brand sia come logo che come nome: Pianeta Melos. E, soprattutto, organizzando una programmazione varia e abbastanza costante. Sono rimaste le sale prova e la sala di registrazione, il bar e la sala concerti; si sono aggiunti corsi di Tai Chi Chuan e di teatro curati dall’attrice e regista Monica Menchi; ovviamente, la parte del leone continua a farla la musica, la cui programmazione si può consultare sul sito ufficiale, spaziando fra tutti i generi: dal blues, al folk, dal pop al rock fino al metal. Da rimarcare la serata del mercoledì che tutte le settimane viene dedicata alla Jam Session. Sotto la guida di due chitarristi esperti quali Emiliano Degl’Innocenti e Ferruccio Scorcelletti, chiunque può cimentarsi con gli strumenti e salire sul palco per improvvisare cover o pezzi propri. Per il pubblico è senz’altro l’occasione di gustare una serata di musica sempre nuova in un’atmosfera partecipativa e informale. L’augurio è che questo spazio ritrovato possa mantenere alta la qualità e la fruibilità dei suoi eventi, spesso gratuiti. Una piccola città come Pistoia ne ha senz’altro bisogno.

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Un commento su “Pianeta Melos

  1. Alessio il said:

    Purtroppo, come a Lucca e dintorni dove sto io, non c’è il pubblico, soprattutto per certi generi, tipo il metal e dintorni (che infatti pare sia stato abbandonato proprio ultimamente per un nuovo cambio di politiche e indirizzo, non so se proprio anche di gestione, o almeno così mi hanno detto persone che c’avevano programmato già degli eventi per febbraio), tanto è vero che pure a un festival con varie band di cui le 3 principali erano in tour e tutte americane/canadesi molto note tra gli appassionati, attive da anni, con svariati dischi fatti ecc., c’erano davvero poche persone rispetto a quante in teoria dovevano esserci, e considerando che il biglietto era cmq accettabilissimo per quella scaletta di band (20 euro mi pare, c’ero ma ora non ricordo di preciso) e che a Pistoia dovrebbero venire sempre anche gli appassionati delle città vicine, Prato, Firenze ecc. dove non mancano in teoria, ce ne sono tanti.

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