“Finte nature” al MAC,N di Monsummano

DSCN1990[dropcap]L'[/dropcap]arte, per essere davvero apprezzata, va studiata e capita. In particolar modo l’arte contemporanea ha bisogno di essere “presentata” al visitatore (specie se profano e non addentro alla materia) per non venire superficialmente bollata come “senza senso” o se non addirittura “brutta”. Occasioni come le inaugurazioni di nuove mostre, in cui è direttamente il curatore a guidare e narrare passo passo al visitatore lo spirito delle installazioni, sono quindi preziose per chi voglia avvicinarsi a questa affascinante, ma non semplice, forma espressiva.
Ieri c’è stato uno di questi momenti al MAC,N (Museo di Arte Contemporanea e del Novecento) di Monsummano Terme con l’inaugurazione della mostra “Finte nature: una nuova scena artistica toscana”. Le sale della splendida villa Martini (visitarla è sempre l’occasione per passeggiare fra i viali del suo orto botanico con piante provenienti da tutto il mondo) si sono aperte a diciassette giovani artisti originari o comunque operanti in Toscana. Ognuno con le sue peculiarità espressive ma tutti accomunati dalla ricerca di un legame fra l’arte e il territorio. Come ha illustrato il curatore della mostra, Giacomo Bazzani, l’impostazione di base è stata quella di dar vita a un movimento collettivo in cui artista, opere, città e cittadini fossero integrati nel processo creativo e nella realizzazione finale dell’opera. Come nel caso di Lisa Batacchi che ha invitato alcune coppie di gente comune di Monsummano a ritrarsi vicendevolmente su tovagliette di carta, poi andate a formare un collage murale; o come Francesca Catastini che ha ideato delle “semplici” foto di famiglia in cui però è sempre presente un’intrusa, l’artista stessa; Federico Cavallini ha invece pensato di raccogliere i residui delle lavanderie a gettone e incollarli su grandi pannelli per scoprire come dal colore e dalla natura di questi rifiuti si possa delineare una mappa sociologica delle città. Sono solo tre esempi di come questa mostra abbia cercato di avvicinare l’arte contemporanea, solitamente reclusa nell’empireo degli addetti ai lavori, alla città e alla cittadinanza. Il numeroso pubblico intervenuto credo abbia dimostrato che l’esperimento è riuscito.
Non vi resta che andare a visitare la mostra, aperta fino al 17 novembre.

↓ GALLERIA FOTOGRAFICA ↓

[box type=”tick” style=”rounded” border=”full”]Tutti gli artisti presenti:  Filippo Basetti, Lisa Batacchi, Francesca Catastini, Federico Cavallini, Vittorio Cavallini, Leone Contini, Michele Dantini, Federico Gori, Filippo Manzini, Silvia Noferi, Olga Pavlenko, Maria Pecchioli, Massimo Ricciardo, Eva Sauer, Trial Version, Justin Randolph Thompson, Enrico Vezzi.[/box]

[box size=”large” style=”rounded” border=”full” icon=”http://findicons.com/files/icons/2750/free_web_icon_pack_1/64/help.png”]

Per sostenere il blog acquista un libro
clicca sui banner pubblicitari
o condividi l’articolo

[/box]

Print Friendly, PDF & Email
Precedente "La spremuta" di Beppe Casales Successivo Il teatro degli ultimi

Lascia un commento