Fine settimana a Lo Spazio

aVenerdì 12 giugno alle ore 18, presso Lo Spazio di via dell’ospizio, verrà presentato il romanzo di Carlo Flamigni, La certezza del ricordo (Ananke lab, 2015, p. 236, euro 16,50).
L’autore dialogherà con Roberto Barontini e Cesare Sartori.
«La guerra, e perciò la paura, la fame, il timore per i propri cari, le molte incertezze per il domani, spesso sradica la gente dalle case e dai luoghi dove è sempre vissuta e tende a creare nuove comunità, ma lo fa in modo così tumultuoso da impedire al loro interno qualsiasi capacità di comprensione e di dialogo, lasciando spesso prevalere la diffidenza e l’egoismo. La nostra comunità apparteneva a questa infelice categoria, me ne rendevo conto persino io, che avevo 15 anni.»
Prima bambino e poi adolescente nell’Italia fascista, Piero cresce nella provincia romagnola circondato da una schiera di nonni, zii e cugini che sembrano rappresentare l’intera varietà dei caratteri nazionali. Sullo sfondo la guerra, la caduta del Fascismo, la Resistenza. Tutti eventi troppo grandi per essere ben compresi persino dagli adulti, figurarsi da un giovane ragazzo. Sarà Fiamma, giovane moglie del padre – bellissima e dal passato oscuro – a mettere Piero di fronte, prima a turbamenti e sentimenti dell’adolescenza, poi alla Storia, lasciandogli indelebile l’interrogativo su quale sia stata la molla di un atto di giustizia.
Carlo Flamigni, già professore di Ginecologia e Ostetricia all’Università di Bologna, membro del Comitato nazionale di bioetica, all’attività di studioso e ricercatore alterna con successo quella di romanziere e scrittore.

bSabato 13 giugno alle ore 17.30, presso Lo Spazio di via dell’ospizio, Belli e dannati, un dialogo con Sacha Naspini, sui suoi libri, i suoi personaggi e progetti futuri. Modera Bert D’Arragon. Tra l’ora del tè e quella dell’aperitivo c’è da scoprire il mondo di uno scrittore toscano tra i più produttivi ed interessanti degli ultimi anni.
Sacha Naspini, dopo gli studi compie numerosi viaggi in Europa, sviluppando una passione profonda per Praga, Barcellona, Londra e Parigi, città quest’ultima che frequenterà spesso. Il suo romanzo d’esordio (L’ingrato) è del marzo 2006. Si tratta di un autore versatile e molto prolifico. Collabora in veste di editor, concept e grafico esecutivo con varie realtà editoriali. Ha ideato per le Edizioni Il Foglio la collana DEMIAN, che dirige. Scrive inoltre per il cinema e la televisione.

cDomenica 14 giugno alle ore 17.30, presso Lo Spazio di via dell’ospizio, verrà inaugurata la mostra di Giacomo Carnesecchi, Infinità finita.
“Ha ragione Picasso che, dopo aver visto le grotte risalenti al paleolitico (19.000-15.000 a.C.), ha detto: “Da Altamira in poi tutto è decadenza”.
Le articolate grafie nere, tracciate da Giacomo con pastelli ad olio, Oilbar, mi ricordano per la loro matericità quei disegni lasciati sulle pareti rocciose. Queste ultime, però, sembrano essere svanite nel tempo, per le mutazioni dello spazio, restando sospese come per miracolo, nell’aria, mantenendo l’originaria spontaneità primitiva, rafforzata da una certa brutalità per il contrasto inevitabile coi cieli azzurri, le nuvole bianche, quegli sfondi ideali, dall’apparenza innocua, che anche Magritte amava in modo particolare per mettere in scena le sue magie surreali.
L’installazione di Giacomo consiste in una sorta di parziale ricostruzione di un cielo fantastico, con 70 riproduzioni fotografiche, ciascuna di 33 x 48 cm, montate su due pareti, senza cornice, ad una distanza di circa 5 cm l’una dall’altra. Si tratta dell’antro di una caverna svanita nello spazio-tempo, le cui pitture sono rimaste in piedi, come uno scheletro vivo? Mi piace pensarlo così ma questa è solo una possibile lettura che non esaurisce l’intento poetico dell’artista. Nessuna interpretazione può esaurire un’opera d’arte che sia davvero tale. Quello “scheletro vivo” è piuttosto un labirinto dai mille percorsi possibili?” (Stefano Gambini)
La mostra resterà visibile fino al 24 luglio

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