Ci scusiamo per il disagio

foto di Serena GalloriniCi sono luoghi che emanano magia, che evocano sogni e speranze. Le stazioni ferroviarie, coi loro giganti d’acciaio in grado di sfrecciare via lontano, sono uno di questi. Chi non ha desiderato almeno una volta di salire sopra il primo treno e sparire, abbandonare tutto, o semplicemente farsi un bel viaggio che lo porti lontano dalle beghe della vita? Eppure, la gran parte degli abitatori di questi luoghi sono stanziali, o si spostano di pochi chilometri per ritornare dopo poche ore. Gli Omini, compagnia teatrale montalese formata da Francesco Rotelli, Francesca Sarteanesi, Luca Zacchini e Giulia Zacchini, hanno condotto un vero studio antropologico metropolitano, passando un mese alla stazione di Pistoia, ascoltando i racconti strampalati ed emozionanti di barboni, tossici, ex galeotti, marchettari, donne e uomini frustati dalla vita, studenti, pendolari… e hanno realizzato uno spettacolo comico e commovente su un’umanità ai margini, surreale, dolcissima e straziante. C’è tanta ironia in Ci scusiamo per il disagio, non solo nelle vicende narrate ma anche in quell’onnipresente altoparlante che, con voce robotica, interviene in continuazione annunciando arrivi, partenze, ritardi, guasti fino a farsi interlocutore vivo e straniante di uomini e donne a cui è rimasto solo di confidarsi con un “altro” che non si vede e risponde per frasi fatte. Ironia, ma anche tanta poesia cucita con i brandelli lacerati di vite tanto sconclusionate quanto verosimili (chi frequenta le stazioni sa che quei personaggi sono tutt’altro che immaginari). Una comicità tragica, quindi, potente nel far ridere e surreale, tanto da ricordare a tratti i Giancattivi di Ad ovest di Paperino: anche loro due uomini e una donna sulla scena, anche loro col piccione feticcio che irrompe come un’apparizione sulla scena, divinità incarnante lo spirito del luogo.
Andato in scena al Teatro Bolognini ieri e in replica oggi alle 21.00, lo spettacolo fa parte del Progetto T con cui l’Associazione Teatrale Pistoiese promuove la riscoperta di quel vero monumento storico e sociale che è la Ferrovia Transappeninica Porrettana. Molte le repliche in programma, in giro per la Toscana e l’Italia. Se vi capita, non perdete il treno, andate a vederli.


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