Buone feste da La MELA

serveimageAnastasio arrivò a casa trafelato. Era stata una giornata pesantissima. Dopo una nottata insonne, otto ore serrate allo sportello reclami, due maledizioni ricevute, litri di sputazzi da vecchi arrabbiati, donne isteriche sbraccianti, suonerie di smartphone perennemente attive. Le ferie erano una manna, e quando si chiuse alle spalle la porta dell’ufficio, Anastasio non vide altro che la sua poltrona, i piedi sul tavolo, la birra in mano e le note di Schoemberg nelle cuffie per almeno due ore filate. Ma appena varcò la soglia di casa sua moglie lo assalì: «Non ti stai dimenticando qualcosa?». Sua figlia, spuntò da dietro sua moglie e lo assalì: «Eh babbo? Non è che ti sei dimenticato qualcosa?». Palmiro, il cane, spuntò da dietro sua figlia e gli ringhiò: «Non è che ti sei dimenticato qualcosa bau?». Anastasio fece mente locale ma non localizzò niente. «Boh», rispose, e spintonando prima sua moglie, poi sua figlia e poi il cane, si fece largo verso la cucina, il frigo, il salotto, lo stereo. E ciao. Era la vigilia di Natale, nonché l’anniversario di fidanzamento di sua moglie, nonché il compleanno di sua figlia, nonché qualcosa del cane. Ma lui non aveva comprato niente a nessuno, era stanco e pure triste. Quando Schoemberg cominciò a risuonare nelle cuffie, le lucine dell’albero di Natale si fulminarono.

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Nella speranza che queste feste possiate passarle meglio di Anastasio, auguri a tutti.

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