A bocca scucita

SchermataVenerdì 13 novembre andrà in scena alla villa Smilea di Montale A bocca scucita, un nuovo appuntamento del PAF 2 Performance Art Festival. La perfomance di Agnese Donati e Lucia Mazzoncini, che ne sono anche protagoniste assieme a Emanuela Regi e Elena Vannucci, sarà a ingresso libero per un massimo di dieci persone alla volta nei seguenti orari: 18.30, 19.00, 19.30, 21.00, 21.30. Gli abiti sono firmati da Clotilde Prato. Prenotazione obbligatoria allo 0573-952234 oppure [email protected]


Ricordare, come entrare di nuovo nel cuore e aprire il movimento dell’orologio, allora tutti gli ingranaggi sono liberi e pronti per essere puliti e aggiustati. A bocca scucita crea un’azione performativa in prossimità del pubblico che attende, la cui presenza è necessaria per fa sì che alcuni frammenti, provenienti da memorie antiche e intime, siano custoditi con cura e appartengano ad un adesso capace di onorare e portare alla luce ingredienti, ingranaggi, voci e parole segrete di persone care.
L’azione misurata e attenta di aggiustare un orologio, è il filo conduttore dei diversi momenti della performance, è il movimento progressivo e continuo che scandirà tutto il lavoro, diviso in cinque parti, della durata di 20 min circa ciascuna.
La performance nasce dalla memoria emotiva di quattro donne, e si spinge al di là dei confini della storia personale; una delle sale della mostra viene trasformata in uno spazio intimo: lo studiolo di un orologiaio, un cucinotto, la camera col canto che culla, la soffitta.
A bocca scucita è dedicato ai nostri anziani, presenze fragili e preziose, i cui gesti pieni di cura hanno fondato quel tempo sospeso di chi è capace di riparare piccoli oggetti magici, preparare ricette con amore, tramandare canti e raccontare a veglia, donando momenti di eterno splendore.
“La nonna Assuntina cantava da sola o con noi bambini, come il rosso era uno dei suoi segreti, il nostro Segreto. Adesso che è lontana dal mondo di qua, quando vuole dire canta. Il canto è la voce primigenia, quella dentro la pancia, prima della parola”, racconta Agnese. Emanuela impasta i biscotto meini, biscotti tradizionali, a cui però la nonna Amelia aveva aggiunto un ingrediente segreto, che verrà svelato silenziosamente durante la performance solo a chi lo riuscirà a riconoscere. Eli, il nonno di Elena, fine orologiaio, conosceva tanti trucchi di questa arte di precisione, cura e ascolto: Elena ci spiega che fin da piccola si era raccomandato con lei che stesse attenta a non caricare troppo le molle, altrimenti queste , al momento dell’apertura, sarebbero saltate e si sarebbero potuti rompere gli altri pezzi; oppure le aveva insegnato a pulire da ultimo il bilanciere per fare durare più a lungo la lubrificazione, se non viene fatta con attenzione questa operazione il rischio è che l’orologio si fermi molto prima. Lucia non può dimenticare la nonna Leda, capace di incantarla con i suoi racconti fin da bambina, tanto da passare una magica notte fra sogno e realtà con le parole che scorrevano fluide come l’acqua del mare e si increspavano come onde fino all’alba con la nascita della luce, e il buio che si nascondeva fra le lenzuola per farla continuare ancora e ancora. Il tempo, in questi momenti insieme, per tutte noi, era un respiro capace di dilatarsi così tanto da non essere misurato se non dalle azioni, i gesti, i sapori, gli odori, i ritmi, i suoni rituali che ogni volta avvenivano.
Quando la bocca si scuce escono i segreti ed hanno un linguaggio tutto loro, sensibile, sinestetico che trasforma personalissimi ricordi in esperienze condivise e collettive, nello spazio intimo e performativo di A bocca scucita.


………………………………………………………………………………………………………….
Per sostenere il blog, clicca sui banner pubblicitari
………………………………………………………………………………………………………….

Print Friendly, PDF & Email
Teatro
Precedente Le pecore di Nolden Successivo Il Segreto di Carifi

Lascia un commento